AMATO PATRIARCA
Vi parlerò di frammenti, momenti, viaggi e sguardi che sono fulcro e principio ispiratore delle opere dell'artista Amato Patriarca, nato casualmente a Roma nel segno dei pesci e fatalmente dal 1947 approdato a Milano nel segno dell'ariete. Poi, ancora, vi parlerò di dettagli, di un particolare colto in quel "quotidiano" che lo attrae più di qualsiasi astrazione concettuale, perché, come ha affermato l'artista " Non vedo il grande affresco, ma la piccola tessera".
Nessuna metafora, nessuna ipocrita formalità ma cronache di vita che attingono da un inesauribile repertorio umano che Patriarca esprime con straordinaria capacità evocativa e suggestivo potere di comunicazione.
Tasselli vivacemente colorati, tratti schietti e sintetici eppure straordinariamente dettagliati per tele che si raccontano, lasciando lo spettatore affascinato e coinvolto ad intraprendere un percorso che è continua ricerca ed evoluzione di un mondo che ci circonda nella verità del tempo che
scorrendo lo trasforma.
Paesaggi urbani, ritratti, cartelli e strade narrano meticolosamente l'affresco di ritmi e modulazioni metropolitane dove ciò che distrattamente scivola al di sotto della nostra consapevolezza viene catturato dalla sensibilità cromatica del pittore, vediamo allora momenti ludici, sport e competizione, gioco e svago e per contrasto, il sogno consumistico, moto possenti, il mito dei motori, biciclette e automobili, oggetti e frammenti di un immaginario metropolitano che ripropongono schegge di realtà. Poi ci incanta ancora, addentrandosi nel regno dell'eros (uno dei temi classici dell'arte figurativa) e grazie al suo inconfondibile tratto stilistico, ci restituisce immagini di eroticità fluttuanti e inafferrabili.
Infine, vi parlerò di questo artista in cui il pittore e l'uomo sono una sola cosa.
Patriarca, un lessico colto, senza ostentazione, conseguente alle sue molteplici esperienze "Ho studiato di volta in volta ciò che mi interessava, finché mi interessava". Il Pittore che ha ispirato la sua arte alla vita "Ho camminato per le strade del mondo" sulla spinta di una continua sete di vedere, conoscere, confrontarsi, cercare e provare.
L'uomo che non pontifica, dice. Non ha pretese di convincimento, ma tesi concrete. Pragmatico che non rinnega il sogno. Civilmente barbarico.
Intellettualmente aperto all'opposizione sebbene saldo sulle proprie razionali convinzioni. L'artista, poliedrico e affascinante che ha visto nelle tante occasioni di lavoro, cercato ed eseguito, l'opportunità di garantirsi la libertà di dipingere.
Tutto questo è Amato Patriarca, Lui che "Disegnavo tutto ciò che si poteva. Non ho avvertito contrasti in quanto, nonostante i limiti di schemi posti da una ben precisa richiesta, il fine resta pur sempre la creatività".
La stessa creatività che, Patriarca può lasciar esprimere totalmente nel succedersi di immagini. Immagini che diventano quadri, grafica, moda, teatro, arredamenti, resort. Idee grafiche per lo stile di questa o quella linea, per tessuti come per vetrate, passando senza problemi dal disegno tecnico alla pura fantasia.
Eccolo aiuto costumista all'Opéra di Parigi (disegna gli abiti per la "Jeanne d'Arc" di Claudel), eccolo progettista per le griffe; Lancôme, Louis Ferraud, Jean Patou, Bellotti, designer di salotti, inventore di nuovi motivi per tessuti (le sete di Bedetti a Como, Bernasconi ed altri) e di gioielli firmati.
Da qui in poi, com'è giusto che sia, le parole lasciano spazio alle immagini per regalarvi un viaggio emotivo che ognuno potrà leggere a suo piacere, entrandovi o limitandosi a guardare.
(Giulia Galli)